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sabato 23 maggio 2015

Mercato del Duomo


A Milano di questi tempi non si fa che mangiare! Sembra quasi una continuazione dell' Expo nelle vie cittadine! 
È l'ultima tendenza infatti aprire super-mercati ultra glamour nei luoghi più battuti del centro. 

Poteva mancare una mecca del cibo di eccellenza in piazza Duomo? Sicuramente no, ed ecco che infatti apre il Mercato del Duomo sopra la storica Motta. 
Entrata d'impatto scenografico grazie ad un albero d'oro sospeso sulle scale mobili con tanto di radici esposte e via: mille e una leccornia da gustare (c'è anche il ristorante) e comprare, tutto super chic inutile dirlo! E se non avete fame al piano Ammezzato c'è il negozio di Kartell. Impossibile non andare a vedere questa novità milanese!! 

Parola di Angelica

martedì 14 maggio 2013

L’estate è arrivata a Milano mangiandosi un Magnum!


Primi caldi e prime voglie di gelato! E l’Algida, che non è per nulla stupida, ci ha accontentato: ecco a voi il primo Magnum Pleasure Store! Dove poteva aprire se non a Milano??? E mica in un luogo a caso! Dietro il Duomo, affacciato su piazzetta S.Fedele, che, non c’è bisogno neanche di dirlo, tutti conoscono come luogo ufficiale d’appoggio per mangiare seduti gli insuperabili panzerotti di Luini! (che avranno l’attenzione che meritano in un post a parte!) … 
Ripeto, l’Algida è stata geniale scegliendo questa location, quante volte dopo il panzerotto infatti vi siete detti “ci vorrebbe qualcosa di dolce”?….
Adesso il dolce potete personalizzarvelo! Cominciando dalla base di gelato (vaniglia o cioccolato), proseguendo con la copertura di cioccolato e poi scatenando le fantasie sulle praline-decorazioni da “incollarci” sopra … la copertura cioccolatosa ancora calda e semiliquida è un’ottima colla!
C’è di tutto! Dalle palline frizzanti, agli amaretti sbriciolati, oppure minuscole meringhette o addirittura scaglie di miele croccanti! Gli altri sfizi scopriteveli da soli, potete scegliere fino a 3 per ogni Magnum che vi sbaferete! Il prezzo resta sempre quello, 4€. La cosa bella è che, dietro richiesta, vi fanno assaggiare anche tutte le 21 decorazioni possibili, così non potete sbagliare gusto!
Il risultato di tanta creatività golosa è un’opera di design bellissima da vedere e ancora più buona da mangiare! Provare per credere! Avete tempo fino a settembre (il tempo a scadenza è la Regola quando si parla di temporary store!) e poi lo dice anche il cartellone sopra il negozio “Un giorno senza piacere è un giorno perso”… non perdete tempo!
Angelica

venerdì 20 luglio 2012

Terrazza Aperol


Ancora una volta guardiamo la nostra città dall’alto. Quest’estate è esplosa la mania dell’aperitivo in terrazza! (vedi post precedenti)... Evviva, ci siete arrivati a sfruttare tutte le possibili location che offrono una bella vista di Milano!
Ma non si riceve una recensione positiva solo per questo...
Piazza Duomo . Ci mettiamo un po’ a capire come si arriva sulla Terrazza Aperol, ma alla fine ci riusciamo: si entra dall’Autogrill­­-Feltrinelli. 2 piano, si dà il nome (c’è una lista all’ingresso) e finalmente si entra nel locale, dove domina ovviamente l’arancio. Bell’interno, si vede che c’è dietro tutto uno studio di design, belle le sedute, il bancone del bar, le lampade a sospensione. La voglia di Spritz viene, obbiettivo raggiunto!
Altra storia però per quanto  riguarda la terrazza vera e propria. Pochi tavolini con uno spazio vuoto al centro, della serie “teniamo in piedi la gente così ci fa arredamento”. Nessun portacenere in vista, siamo all’esterno quindi le persone fumano e scenerano per terra se non hanno nessun altra opzione. Già è una cosa sciatta in qualsiasi locale, ma qua siamo anche in un edificio storico!!
E parliamo proprio di architettura: offrendo il locale una vista così ravvicinata del Duomo uno si aspetta di vederla bene la cattedrale.. invece per via degli ombrelloni messi a tetto, che all’ora dell’aperitivo non hanno alcuno scopo se non quello di sostenere gli spruzzini dell’acqua nebulizzata, si intravede soltanto qualche guglia!Imperdonabile. Sopratutto considerando che la veduta dovrebbe giustificare in parte il prezzo del cocktail (12euro)... dato che la bellezza dell’esterno è mortificata ci si consola pensando a un ricco buffet. Che però non esiste. Del cibo, in porzioni molto chic e molto piccole, viene portato soltanto a chi è riuscito ad accaparrarsi uno dei rari tavolini (questo vuol dire che da seduti si paga ancora di più?), alle persone in piedi, la maggioranza quindi, viene allungato gentilmente un cartoccetto di chips tiepide. Buone eh, non c’è che dire, ma non sufficienti a spiegare il costo dell’aperitivo!
Tutto questo immersi nella musica troppo alta e che salta (!!!) offerta da 2 dj che con la loro consolle rubano un sacco di spazio alla terrazza che potrebbe ospitare altre sedute per chi beve. Ma questo è solo un mio umile suggerimento...
Esprimendo un giudizio finale direi che il locale deve riorganizzarsi. L’idea è che uno vada a fare l’aperitivo per rilassarsi e invece qui sta in piedi, non ha nessun panorama, è rintronato dalla musica gestita male e non mangia.
Provato e bocciato! Troppo cattiva, allora diciamo rimandato a settembre visto che il potenziale c’è, ma devono rimediare a diversi errori.
Angelica

mercoledì 11 luglio 2012

Moet & Chandon al tramonto


Occasione speciale da festeggiare? Momento romantico a due? O semplicemente avete voglia di essere mondani? Ho lo spunto giusto! L’aperitivo organizzato da Moet & Chandon sulla terrazza della Rinascente. Tramonto e vista sul Duomo mozzafiato. E in più si può provare lo champagne ON THE ROCKS! Non sono impazzita, è la loro nuova proposta: il Moet Ice Imperial!
Molto rinfrescante a dire il vero, frutti di bosco completano il bicchiere quindi il cocktail risulta molto profumato. Se devo trovargli una pecca il ghiaccio tende ad “annacquarlo” e se vi piace, come alla sottoscritta, lo champagne con un perlage intenso (termine tecnico che indica la quantità di bollicine), non è proprio il vostro drink, visto che di fatto il gusto è quello di un elegante e delicato spritz.
Non avrei mai immaginato di assaggiare dello champagne con ghiaccio! Ma come diceva il buon D’annunzio “Ricorda di osare sempre” e così noi si osa! Magari non trovando piena soddisfazione, ma è sempre bello sperimentare qualcosa di nuovo.
Angelica

venerdì 6 luglio 2012

Zara voto zero


Ieri pomeriggio sono stata presa da un raptus di shopping! Il mio non era però un compra-compra cieco, avevo infatti 2 obbiettivi: vestitini estivi e giacca stile Chanel (a questo punto sono sicura chi sta ancora leggendo sono tutte donne! Sorry men!).
Una volta tanto (di solito quando si cerca qualcosa in particolare non la si trova mai!) la mia caccia è stata proficua, anche se impegnativa visto che tra le mille giacche proposte da Zara solo UNA  era possibile lavarla... le altre sull’etichetta hanno tutti i simboli sbarrati!! Fatemi capire, se la sporco che faccio? Neanche a secco? La risposta sull’etichetta parla chiaro: DO NOT WASH. Pazzesco!
Per fortuna ne ho trovata almeno una che può essere lavata a mano, evviva! Dei vestiti non parlo neache, fuori e dentro per i camerini con i famosi 6 dannatissimi pezzi, che basta voler provare un abito in due taglie diverse e diventano solo tre vestiti.. Esausta al 4° giro di camerino ho tirato su i vestiti della taglia “giusta” senza neanche provarli e mi sono diretta alla cassa fiera del mio bottino.
Arrivo a casa e, come ogni donna su questa terra, riprovo tutto facendo una sfilata personale di fronte allo specchio..... il risultato: su 5 capi acquistati 3 fallati!!!!! Alla  giacchina manca un bottone. Il vestito verde ha la zip rotta. Il vestito bianco ha tutta una zona del pizzo scucita! Passi per la zip che non è un difetto tanto “visibile”, ma gli altri due? Ma i commessi non guardano neanche quando riappendono le cose? Lo so che hanno da fare, ma almeno quella alla cassa una controllata poteva darla!
Così oggi mi tocca tornare per forza al negozio perchè domani iniziano i saldi e Zara diventerà un girone dell’inferno e addio alla possibilità di fare i cambi! 
Sono molto delusa dal mio shopping, ma potrebbe essere anche un vantaggio: il mio portafoglio per un po’ tirerà un sospiro di sollievo...
Angelica

giovedì 12 aprile 2012

Parole Milanesi DOC…

A volte capita di usare espressioni o parole di cui non sappiamo l’origine, specialmente in una lingua complessa e antica come la nostra e capita spesso che quest’origine sia legata al territorio o a qualche luogo particolare… Oggi vi illumino su due parole che vengono dai cantieri del nostro amato Duomo, a mio giudizio la cattedrale  più bella al mondo (siete mai saliti in cima? FATELO!!! Non è obbligatorio salire a piedi, c’è un comodo ascensore, praticamente nascosto, dalla parte di Corso Vittorio Emanuele. Al modico prezzo di 7 euro, che però vi risparmierà 201 scalini!... A voi l’ardua scelta!).
Avete mai sentito almeno una volta l’appellativo MAGUTT per definire i muratori? (nella famiglia di mia moglie ad esempio per segnalare il segno dell’abbronzatura a metà del braccio si dice “sembri un magutt”, perché i muratori di un  tempo lavorando con la maglietta avevano sempre questo tipo di “segno” distintivo). Strano a dirsi ma il termine MAGUTT non deriva da una definizione dialettale lombarda (pur essendo diventata poi una parola tipica dei dialetti di regione), ma dal latino! L’ origine della parola, che mi ha incuriosito molto, risale al cantiere del Duomo, dove le molte maestranze venivano quotidianamente registrate secondo la loro funzione: i maestri muratori erano “Magister a muro”. Per velocizzare l’operazione chi scriveva usava una sorta di virgolette, registrando le persone come “Magister ut sopra” (maestro come sopra) che nell’abbreviazione diventava Mag.Ut. Da qui il passo a Magutt è storia.
L’altra curiosità etimologica che ho scoperto legata al cantiere del Duomo, è che gli scribacchini di cui sopra (…”ut sopra”…) dovessero registrare anche i materiali che provenivano da fuori città e per essere sicuri che non ci fossero formalità doganali da disbrigare (cioè più lavoro per loro), imponevano che ci fosse scritto sulle pietre A.U.F. , Ad Usum Fabricae, sigla che, secondo l’allora significato corrente anche a Firenze, indicava le merci non soggette a dazio durante il trasporto. Da  questa consuetudine lavorativa deriva la tipica espressione milanese A UFFO per dire “gratis”!
Mi stupisce sempre pensare quanto del nostro passato si rifletta, senza che noi lo sappiamo, nella nostra parlata quotidiana!
Fabio