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martedì 11 ottobre 2016

Punt e mes ... Il vecchio nuovo aperitivo

Una volta al bar l'aperitivo si faceva chiedendo un Punt e Mes ... Voi sapete cos'è? Io non lo sapevo e allora ho preso la palla al balzo e sono andata ad assaggiarlo al Pavè pasticceria/laboratorio/caffetteria che lo ripropone tra i suoi aperitivi! Che buono! Se poi lo accompagni con un tagliere di salumi e formaggi superbi allora diventa "TOP", per dirla alla moda d'oggi! Ma sono convinta che anche i miei genitori lo promuoverebbero. E voi? Fatemi sapere se il Punt e Mes è di vostro gradimento! Angelica.

domenica 24 gennaio 2016

Crazy Cat Cafè

Amanti dei gatti accorrete in questo bistrot-caffetteria-cafè.. Chiamatelo come volete tanto non verrete qui davvero per bere o per mangiare (cosa che peraltro farete bene perché fanno dei dolci buonissimi) ma sarete qui per i gatti! La Cat terapy al Crazy Cat Cafè funziona davvero! I mici sono socievoli e splendidi.E sono naturalmente idolatrati da tutti gli umani presenti! Sottoscritti inclusi! Angelica e Fabio

venerdì 19 giugno 2015

Ape Shop, bancarelle su 3 ruote

I Milanesi vanno a mode, praticamente in tutti i campi: abbigliamento, vacanze, locali. Qual è l'ultima mania? 
Il negozio che viaggia su 3 ruote! 
Che siano vestiti o  cibo poco importa, in tutta la città impazzano agli incroci delle strade sempre più Ape usati come "bancarelle"! 
L'ultimo avvistamento? 
StraBerry, che come potete intuire dal nome è specializzato nella vendita in frutti di bosco. Gnam gnam! 
Che dire? 
Ci vediamo al prossimo incrocio!

lunedì 24 febbraio 2014

Quando Milano era tutta un canale!

Conoscete questo bellissimo palazzo (vedi foto a lato)?

Noi, pur avendolo avuto sempre sotto agli occhi, non l’avevamo mai “scoperto”!
Abbiamo rimediato ieri però, attirati da una mostra il cui argomento “nuziale” aveva acceso il nostro interesse: “LE DELIZIE DEL MATRIMONIO, 300 anni di immagini per una storia d’amore”.
Oltre 150 stampe che raccontano tramite immagini, oggi li chiameremmo fumetti, la diffusione e il radicamento di situazioni di coppia entrate nella proverbialità in tutte le nazioni europee. Ad esempio la “caccia” ad un marito (sottoforma di “pesca”) o la classica “lotta per i pantaloni”, tema che non passa mai di moda a quanto pare! Questo interessante percorso iconografico è ospitato (fino al 30 marzo) da un nobile edificio, come dicevamo all’inizio, ben nascosto tra i negozi di lusso tra via Sant’Andrea e via Bagutta che  a un occhio sempre di fretta, che non indulge sulle vetrine per non farsi tentare da borse e scarpe potrebbe anche sfuggire, per cui merita una presentazione ufficiale.
Parliamo di Palazzo Morando, sede delle Civiche Raccolte Storiche di Costume, Moda e Immagine. Questa splendida dimora del ‘700, oltre ad ospitare la mostra di cui sopra, offre al visitatore un’ esaltante passeggiata per Milano a ritroso nel tempo. Al primo piano infatti in modo permanente è ospitata la Pinacoteca con una collezione di dipinti, sculture e stampe che testimonia l'evoluzione urbanistica e sociale della nostra città tra la seconda metà del XVII e i primi anni del XIX secolo (è straordinario ritrovare le “nostre” strade di oggi com’erano nell’800, tra enormi spazi verdi e infiniti canali!). La visita è resa ulteriormente interessante dall’esposizione nelle varie sale del patrimonio tessile delle Raccolte Storiche d'Arti Applicate consistente in collezioni di abiti, accessori e uniformi. Vi stupirete di quanto fossero “piccoli” i nostri avi!
Non può non lasciarci sbalorditi che questa splendida visita sia completamente gratuita, quando all’estero ben sappiamo che per vedere 2 quadretti fanno pagare cifre da capogiro!
Sperando che in tanti si rendano conto di quanto sia importante preservare tutta questa bellezza e storia vi segnaliamo oltre alla visita, che è davvero un bel modo per assaporare il nostro passato cittadino,  anche il cubo trasparente all’uscita per le libere offerte.
Date voi un prezzo a questo giro nella Milano di una tempo.

Angelica e Fabio

martedì 11 febbraio 2014

S. Valentino arriva su Car2Go

Quest'anno S.Valentino è arrivato in macchina! 
Non in una qualsiasi però! Per tutta la settimana fino a S.Valentino, mi è parso di capire, sulle macchinine del Car2Go fortunati guidatori avranno la possibilità di trovare un bel regalo o, se così volete interpretarlo, un utile suggerimento sul cioccolato da regalare al proprio amore.. una bella scatolina rossa a forma di cuore che contiene 5 cioccolatini Lindor! E viva la "scioglievolezza"! (questo termine da quando esistono i goduriosi Lindor ha guadagnato parecchio in significato secondo me!).
Lindt e Car2Go hanno avuto una bella pensata pubblicitaria, non credete?
Io quando ho letto la scritta sulla fiancata della macchina "A San Valentino la SCIOGLIEVOLEZZA è ancora più irresistibile" ho sperato subito ci fossero i cioccolatini dentro l'auto e quando li ho trovati ero tutta felice! Anche perchè non mi era mai capitato di ricevere la classica scatola di cioccolatini  a forma di cuore, invece ora posso depennarla dalla mia lista delle cose "da film"! 
E poi ero insieme a Fabio in quel momento! Più romantico di così!! 
Buon San Valentino a tutti! Amici cioccolatosi e non!
Angelica 

mercoledì 13 novembre 2013

Segway, due ruote elettriche per vedere Milano


Era un mio regalo di Natale dell'anno scorso: un tour per Milano in SEGWAY. In cosa? Direte voi. In Segway, ovvero quei nuovi mezzi elettrici a due ruote che vanno a una velocità di una 20ina di km max e che si muovono a seconda del movimento di chi ci è a bordo.... Complicato? No. Un po' disarmante i primi minuti, ma poi ci si prende gusto e si scorrazza in allegria! Mio papà, che alla fine si è deciso a usare il mio regalo, evviva (anche perchè il buono durava un anno e la scadenza era vicina!), andava via che era una meraviglia! C'era la guida con noi che lo teneva d'occhio perchè una volta presa la mano faceva il brillante e andava avanti da solo!!

In ogni caso, è un'attività divertente da provare e un modo alternativo di fare un giro per la nostra Milano, scoprendo magari qualcosa della nostra città grazie anche alle spiegazioni della guida - angelo custode (grazie Emilio!!).
Astenersi i timidi: quando passi guardano tutti il mezzo "alieno" e chi ci sta sopra!
E occhio all'equilibrio, la guida del segway sta tutta lì! 
(Per questo lo paragonano allo sci per insegnarvi ad andarci)
Buona passeggiata .. motorizzata!

Angelica

venerdì 11 ottobre 2013

Coca Cola Zero ... il marketing funziona ancora!

Avete notato che negli ultimi tempi diventa sempre più difficile trovare le classiche bottigliette sfuse da 500ml
di Coca-Cola Zero? Anche nei supermercati più forniti, dove lo scaffale della Coca-Cola è pieno di ogni magica variante della bibita, la sezione dedicata alla Zero è spesso desolatamente vuota... merito della pubblicità martellante che dai primi giorni dell'estate appena passata ha cominciato a bussare al nostro cervello o il prodotto ha effettivamente conquistato il gusto degli italiani?
Non resta che condividere con gli amici del marketing Coca Cola l'ultima bottiglietta Zero rimasta sola soletta sullo scaffale... che appunto dice  di condividerla con (guardate bene)... il Genio! Bravi! Quando va detto va detto: avete avuto un'idea pubblicitaria proprio geniale! 
Fabio

martedì 17 settembre 2013

Car2go Ready, Steady, Go!

Certo, il car sharing c’era già a Milano, quello del comune. Ma da quest’autunno c’è anche quello privato, il Car2Go, che, a valutare dalla fila fuori dal negozio dove si ritira la membercard, si annuncia come una vera moda - rivoluzione del noleggio auto cittadino!
Come potevo io, biciclettara di norma e sprovvista di macchina, esimermi dal provare questa novità? Eccomi pertanto alla guida di questa vettura giocattolo (il servizio offre solo Smart col cambio automatico), che sembra una macchinina dell’autoscontro del lunapark!
All’inizio ero un po’ spaesata, ma dopo aver paralizzato il piede sinistro contro la portiera (non essendoci frizione si usa solo il destro!), piano piano ci ho preso gusto e ora di arrivare a casa ero più che beata mentre cercavo un qualsiasi parcheggio blu o giallo abbastanza vicino a casa da soddisfarmi. Sì, perché il bello è che non esistono parcheggi dedicati, piazzole di sosta obbligate o simili: uno lascia la macchina dove gli serve davvero! Stesso discorso per l’inizio del noleggio: si cerca la macchina più vicina a dove si è e si salta a bordo!
Certo, non sarà sempre tutto rose e fiori, ci saranno dei lati negativi: la disponibilità di vetture, il costo al minuto, malfunzionamenti vari e altre seccature che, ne sono certa, riscontrerò col tempo nella fruizione di questo Car2Go, ma per il momento mi sembra che rappresenti una grande possibilità di movimento per chi non ha una macchina sua e non ha voglia/possibilità di prendere i mezzi pubblici.
I più “spaventati”? I taxisti, che vedono messo a rischio il loro monopolio della “comodità”. Ma è davvero così? Solo il tempo potrà dircelo! Intanto sfoderate la vostra membercard, digitate il vostro PIN e inserite la chiave d’accensione: pronti, partenza, via!

Angelica

giovedì 1 agosto 2013

Zombies per tutti!

Ormai sono anni che la moda degli zombie imperversa nella letteratura e nella cinematografia. Ultimo arrivato in ordine di tempo è il film che vede protagonista Brad Pitt (World War Z), prodotto devo dire godibilissimo, senza picchi di genialità, ma capace di tenere viva la tensione dell'audience senza ricorrere allo splatter consueto... Insomma, consigliato... così come l'originale Warm Bodies, film dell’autunno passato di taglio comico/romantico con dinamiche più singolari...
Ma come mai questa affezione per la tematica zombie? Beh, la professoressa Sarah Lauro della Clemson University sostiene che l'interesse delle persone negli zombie aumenti quanto più sono insoddisfatte della società nel suo insieme, un'altra corrente di pensiero invece sostiene che il messaggio è rivolto alle masse povere, molto più numerose dei pochi ricchi, tanto da poter assediarli e strappare loro il potere, prendere le loro ricchezze e spartirsele...
Mmm... Il mio scetticismo mi porta invece a sostenere che sia semplicemente un diversivo ben collaudato: perchè buttarsi a ricercare nuove tematiche di intrattenimento quando ce ne sono alcune "a colpo sicuro"???
Un altro indice di interesse per l’argomento “morti viventi” lo si nota alle varie fiere di fumetti e videogiochi dove il “trucco zombie" dilaga e in tutte le parate di cosplayers la fanno da padrone i vestiti sporchi di sangue!
Il quesito resta: questione di moda o fenomeno sociale più complesso???

Fabio

martedì 9 luglio 2013

Shazam nel traffico


Mattina come tante altre, in auto verso il lavoro... Caldo afoso e finestrino abbassato per evitare di accendere l'aria condizionata già alle 7 del mattino. Dall'autoradio Bryan Adams canta a squarciagola un bel pezzo
d'annata, "Cuts like a Knife, poi semaforo rosso: fermata obbligata.
Si avvicina un ragazzino con donzella al seguito, mi guardano un pò timorosi, poi lui si arma di coraggio e mi chiede: "Scusi signore (eh già, siamo arrivati a questo punto!), posso shazzamare la canzone, che mi piace molto?"; lo guardo, sorrido e gli dico:"Guarda, ti dico io il titolo e l'autore, lui segna tutto sull'”ovvio” smartphone già a portata di mano, ringraziano e tornano sorridenti alla fermata dell'autobus. Perso nei miei pensieri sull'evoluzione della generazione tecnologica, sui neologismi della lingua giovane (shazzamare qualche anno fa era incomprensibile per i più) che ancora riesco ad afferrare, di colpo mi è balenato un dubbio atroce... Ma il ragazzino avrà saputo chi è Bryan Adams??? Beh, alla peggio glielo insegnerà Itunes…

Fabio

mercoledì 8 maggio 2013

Conoscete il jazz manouche?


Non si finisce mai di imparare. Ogni tanto è bello poterlo dire!
Mi è capitato di ascoltare in un locale (di cui presto arriverà la recensione) della musica live che mi è piaciuta moltissimo, alcuni brani già li conoscevo, ma era la prima volta che li “vedevo” proposti  dal vivo e, visto anche che Fabio ed io siamo sempre a caccia di idee per i nostri Sposini,  ho indagato un po’ meglio questo appassionante tipo di musica, scoprendo che ….
Si chiama jazz manouche, o gipsy jazz, e come suggerisce il nome è una declinazione appunto del jazz. Questo stile musicale melodico e cadenzato è tipico delle bande tzigane e trova la sua massima espressione negli strumenti a corda (tipo chitarre, bassi, violini e così via).
Famoso interprete, si può dire anzi “fondatore”, di questo genere musicale è il chitarrista Django Reinhardt, che ha intrecciato con la sua musica l'antica tradizione musicale zingara del ceppo dei Manouches (da qui il nome) e il jazz americano.
Recita Wiki: “il frutto di questa unione è un genere che coniuga la sonorità e la creatività espressiva dello swing degli anni trenta con il filone musicale del valse musette francese ed il virtuosismo eclettico tzigano”.
Un bel miscuglio di sonorità  insomma, che impedisce ai piedi degli ascoltatori di restare fermi, ve lo garantisco!
Tanto per farvi capire di cosa sto parlando, avete presente il tema principale del film Chocolat? Quello suonato da Johnny Depp con la chitarra? Ebbene è, diciamo, una cover di Minor Swing, uno dei pezzi più famosi associati a Django Reinhardt!
Mai avrei detto che ci fosse addirittura un genere vero e proprio in cui collocare questi ritmi trascinanti!      … Si scopre sempre qualcosa di nuovo!!
Angelica

venerdì 21 dicembre 2012

Stella di Natale con gli occhiali da sole


Per dare un tocco in più natalizio alla casa volevo comprare una bella stella di Natale da mettere sul terrazzo. Prima di acquistare la pianta però, conscia del mio pollice “nero” con i vegetali,  ho fatto una ricerchina in rete per scoprire come curarla al meglio e così ho fatto una scoperta davvero curiosa …
Sarò ignorante, vi ricordo come scusante che ho il pollice nero con le piante e quindi da un certo momento in poi mi sono disinteressata del mondo verde, ma io ignoravo le origini della da noi natalizia stella di Natale!Un bravo a chi invece sapeva già tutto, agli altri racconto la storia di questa fiammeggiante piantina!
L'Euphorbia pulcherrima, nome scientifico della Stella di Natale (anche nota come Poinsettia) è una pianta ornamentale originaria del MESSICO! Dove nasce spontaneamente e può raggiungere anche un'altezza fra i due e i quattro metri! Essendo tropicale ha ben poco da spartire con il clima natalizio europeo, infatti ama il caldo e mal sopporta temperature inferiori ai 15 gradi (e io la volevo mettere fuori!Non sarò mai un giardiniera!sigh sob!). Ma allora perché ci ostiniamo a comprarla a Natale? Per motivi estetici dicono dalla regia (forum online), visto che i suoi colori rosso e verde s’intonano alla perfezione con la tradizionale atmosfera natalizia occidentale.
Ne si ha notizia dal lontano 1520, quando i conquistadores spagnoli di Cortès la notarono tra i fiori e i frutti destinati all’ imperatore azteco Montezuma, ma solo nel 1825 Joel Robert Poinsett, ambasciatore degli Stati Uniti in Messico, ne portò alcuni esemplari a casa  in Carolina per iniziare a coltivarli, facendoli così conoscere e diventare parte integrante delle moderne tradizioni natalizie. In onore dell’ambasciatore venne quindi assegnato alla pianta il suo nome botanico: Poinsettia.
Ma non ho ancora finito! Più indago su questa pianta e più imparo! Sentite questa: la sua bellezza è data evidentemente dalla fioritura, ma quello che non sapete (credo) è che i fiori della Stella di Natale (detti ciazi) sono quei “cosini” gialli che tutti credono essere il pistillo della pianta! Mentre i “petali” rossi sono in realtà FOGLIE, chiamate “brattee”, che in natura possono essere anche rosa o bianche e che servono per attirare gli impollinatori!
Povera stellina! Lei vorrebbe solo occhiali da sole e un bel margarita ghiacciato e invece noi la teniamo come centrotavola natalizio! Va beh dai, non è poi così male come vita, sta al calduccio in casa, al centro dell’attenzione e se è fortunata “mangia” anche un po’ di pandoro … almeno le briciole!!!
Angelica

martedì 25 settembre 2012

A Bugs Bunny sarebbe piaciuta lo stesso la carota se fosse stata NERA?


Guardate cosa ho trovato al supermercato … la carota nera!
Ne conoscevate l’esistenza? E se vi dicessi che all’inizio dei tempi la carota era solo così scura e che quella arancione è stata creata artificialmente dall’uomo per ragioni estetiche?
Curiosi? Vado avanti con la storia …
La carota (Daucus carota L.) è un ortaggio appartenente alla famiglia delle Umbelliferae ed è originaria dell'Afghanistan!! Fu solo quando venne importata in Europa che gli olandesi, maestri di semenze e colture, in onore del re Guglielmo d'Orange fecero diventare, attraverso una serie di incroci, la carota ARANCIONE (1500 ca.)!
La carota nera, rispetto alla sua parente più comune, è ricca di antociani, pigmenti che si trovano nei mirtilli o nel vino rosso.  Grazie a queste sostanze la purple carrot ha forti proprietà antiossidanti, è perciò utilissima contro i radicali liberi, contro i danni provocati dalle radiazioni ultraviolette e contro la fragilità capillare, è inoltre ottima per chi ha problemi di circolazione e di origine infiammatoria.
Insomma fa un mondo di bene! Peccato che in Italia questa carota nera non sia ancora così facile da trovare! Pare invece che venga usata molto nella cucina orientale … indagheremo!
Ma le sorprese non finiscono qui.. sapevate che ci sono anche carote GIALLE?.... i Bugs Bunny di tutto il mondo non hanno che l’imbarazzo della scelta!
Angelica

giovedì 7 giugno 2012

Cucinare in lavastoviglie


L’altro giorno tornando a casa ho visto che hanno aperto una nuova libreria! Dato che amo leggere e adoro i negozi che sanno di “nuovo” mi sono subito infilata dentro e ho curiosato un po’  in giro! Esaminando placidamente i volumi esposti in bella mostra il mio sguardo si è fermato su un libro di cui avevo sentito parlare in tv (Simone Rugiati sei sempre avanti!): “Cucinare in lavastoviglie”… Cucinare prelibatezze DENTRO la lavastoviglie? In mezzo ai piatti sporchi?!? Ebbene sì increduli lettori, questa è l’ultima frontiera della cucina! E non è solo una cosa da eccentrici perché i vantaggi reali sono molteplici, come ci insegna l’autrice del libro Lisa Casali.
Innanzitutto usare la lavastoviglie è una tecnica per cuocere a impatto zero: si riducono i consumi di acqua ed energia. Poi c’è da tenere presente anche il risparmio di tempo: mentre fai altro o ti rilassi lasci andare l’elettrodomestico che intanto cuoce la cena! Un altro “bonus” dell’usare la lavastoviglie al posto dei fuochi è quello di poter sperimentare la cottura a bassa temperatura senza dover comprare strumenti professionali. Che è un tipo di cottura con grandi benefici sia per conservare il valore nutritivo degli alimenti, sia per esaltarne gusto e consistenza. Infine, aspetto positivo in più da non sottovalutare, mentre la lavastoviglie “cucina” non si producono odori nè caldo in cucina (particolarmente utile d’estate)!
Ovviamente bisogna usare i contenitori giusti altrimenti si fa un pasticcio insaponato, ma questo non sta a me spiegarlo... è tutto dentro il libro! Curiosi? Anch'io!!! Buona lettura e buona sperimentazione!
Angelica

lunedì 7 maggio 2012

Gusto dell' orrido...ma si parla di scarpe o montagna?


Questo weekend ho imparato una cosa nuova e molto curiosa che ovviamente ho subito pensato di condividere con voi! La parola “orrido” non è soltanto un aggettivo ma anche un SOSTANTIVO!
Lo sapevate? Ora, non deve barare chi fa escursioni perché potrebbe già saperlo, ma noi comuni mortali, affezionati al nostro beneamato divano domenicale, siamo del tutto ignoranti al riguardo!
Recita il vocabolario:
òrrido aggettivo e sostantivo maschile [dal lat. horrĭdus, der. di horrere «essere irto, ruvido; far inorridire; provare orrore»].
1. agg. Che mette nell’animo un senso di orrore, di ribrezzo, di spavento, perché brutto, selvaggio, squallido, pauroso e sim.; deposta l’orrida Maglia il guerrier sovrano Scendea del campo a tergere Il nobile sudor (Manzoni).
2. s. m. (anche nel linguaggio dei geografi), luogo dirupato, per lo più là dove un torrente è costretto a superare con una forra rocce resistenti, tra le quali le acque precipitano con fragore (per es. l’orrido di Foresto in Val di Susa, quello di Pré Saint Didier in Val d’Aosta, la gola del Ponale presso Riva di Trento). 
Te capì? Interessante no? Io ho sempre pensato che ci fossero COSE orride: stanze d’albergo, scarpe, look di poveri sventurati, mai avrei immaginato che ORRIDO potesse essere anche il termine “tecnico” per indicare una profonda gola rocciosa!
Spero di avervi fatto scoprire qualcosa che non sapevate! 
E buon lunedì!
Angelica

giovedì 12 aprile 2012

Parole Milanesi DOC…

A volte capita di usare espressioni o parole di cui non sappiamo l’origine, specialmente in una lingua complessa e antica come la nostra e capita spesso che quest’origine sia legata al territorio o a qualche luogo particolare… Oggi vi illumino su due parole che vengono dai cantieri del nostro amato Duomo, a mio giudizio la cattedrale  più bella al mondo (siete mai saliti in cima? FATELO!!! Non è obbligatorio salire a piedi, c’è un comodo ascensore, praticamente nascosto, dalla parte di Corso Vittorio Emanuele. Al modico prezzo di 7 euro, che però vi risparmierà 201 scalini!... A voi l’ardua scelta!).
Avete mai sentito almeno una volta l’appellativo MAGUTT per definire i muratori? (nella famiglia di mia moglie ad esempio per segnalare il segno dell’abbronzatura a metà del braccio si dice “sembri un magutt”, perché i muratori di un  tempo lavorando con la maglietta avevano sempre questo tipo di “segno” distintivo). Strano a dirsi ma il termine MAGUTT non deriva da una definizione dialettale lombarda (pur essendo diventata poi una parola tipica dei dialetti di regione), ma dal latino! L’ origine della parola, che mi ha incuriosito molto, risale al cantiere del Duomo, dove le molte maestranze venivano quotidianamente registrate secondo la loro funzione: i maestri muratori erano “Magister a muro”. Per velocizzare l’operazione chi scriveva usava una sorta di virgolette, registrando le persone come “Magister ut sopra” (maestro come sopra) che nell’abbreviazione diventava Mag.Ut. Da qui il passo a Magutt è storia.
L’altra curiosità etimologica che ho scoperto legata al cantiere del Duomo, è che gli scribacchini di cui sopra (…”ut sopra”…) dovessero registrare anche i materiali che provenivano da fuori città e per essere sicuri che non ci fossero formalità doganali da disbrigare (cioè più lavoro per loro), imponevano che ci fosse scritto sulle pietre A.U.F. , Ad Usum Fabricae, sigla che, secondo l’allora significato corrente anche a Firenze, indicava le merci non soggette a dazio durante il trasporto. Da  questa consuetudine lavorativa deriva la tipica espressione milanese A UFFO per dire “gratis”!
Mi stupisce sempre pensare quanto del nostro passato si rifletta, senza che noi lo sappiamo, nella nostra parlata quotidiana!
Fabio

giovedì 16 febbraio 2012

E' nato prima l'uovo o Tiffany?

Si impara sempre qualcosa di nuovo....qualche giorno fa  mentre sceglievo i colori per il nostro nuovo sito ho scoperto una cosa talmente curiosa che ho deciso di condividerla con voi!
Sapete a cosa si è ispirata la famosa gioielleria Tiffany per il colore ufficiale delle sue confezioni? Avete presente quelle meravigliose scatoline "verdeacqua" col fiocco bianco alla cui sola vista noi donne sorridiamo?Alle uova di pettirosso americano!! Che sono esattamente di quel colore!!Sembrano ovetti di Pasqua e invece in natura le uova di pettirosso sono proprio così! Non per niente quel colore "azzurrino"  viene definito così fin dal 1873: color "uovo di pettirosso"!!Pazzesco vero?Io non lo sapevo proprio!
Complimenti a Tiffany&Co.: fate gioielli da sogno e siete pure ornitologi!!
Angelica