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lunedì 28 dicembre 2015

Atmosfera Natalizia molto Art Nouveau


Per chi è in vacanza (fortunato), per chi ha voglia di "bello", per chi vuole alzarsi dal divano e tirarsi fuori di casa per digerire il panettone Palazzo Reale presenta la mostra "Alfons Mucha e le atmosfere art nouveau" (10 dicembre - 20 marzo). Un bel modo per riempirsi gli occhi di grazia, lusso estetico e gusto vintage. 
Io personalmente ho sempre amato le opere di questo artista e passeggiando per la mostra mi sono gustata con calma i minuziosi dettagli che fanno delle litografie di Mucha delle meravigliose opere d'arte, oltre che delle grandiose pubblicità! Lo sapevate? Moltissime delle sue produzioni erano cartelloni pubblicitari, manifesti teatrali (sui quali era assoluta protagonista la Divina Sarah Bernhardt), copertine per riviste, e addirittura calendari! Alla faccia dei mega cartelloni di oggi! Chissà, questa mostra potrebbe essere d'ispirazione per qualche creativo.... Tengo le dita incrociate!
Angelica

lunedì 24 febbraio 2014

Quando Milano era tutta un canale!

Conoscete questo bellissimo palazzo (vedi foto a lato)?

Noi, pur avendolo avuto sempre sotto agli occhi, non l’avevamo mai “scoperto”!
Abbiamo rimediato ieri però, attirati da una mostra il cui argomento “nuziale” aveva acceso il nostro interesse: “LE DELIZIE DEL MATRIMONIO, 300 anni di immagini per una storia d’amore”.
Oltre 150 stampe che raccontano tramite immagini, oggi li chiameremmo fumetti, la diffusione e il radicamento di situazioni di coppia entrate nella proverbialità in tutte le nazioni europee. Ad esempio la “caccia” ad un marito (sottoforma di “pesca”) o la classica “lotta per i pantaloni”, tema che non passa mai di moda a quanto pare! Questo interessante percorso iconografico è ospitato (fino al 30 marzo) da un nobile edificio, come dicevamo all’inizio, ben nascosto tra i negozi di lusso tra via Sant’Andrea e via Bagutta che  a un occhio sempre di fretta, che non indulge sulle vetrine per non farsi tentare da borse e scarpe potrebbe anche sfuggire, per cui merita una presentazione ufficiale.
Parliamo di Palazzo Morando, sede delle Civiche Raccolte Storiche di Costume, Moda e Immagine. Questa splendida dimora del ‘700, oltre ad ospitare la mostra di cui sopra, offre al visitatore un’ esaltante passeggiata per Milano a ritroso nel tempo. Al primo piano infatti in modo permanente è ospitata la Pinacoteca con una collezione di dipinti, sculture e stampe che testimonia l'evoluzione urbanistica e sociale della nostra città tra la seconda metà del XVII e i primi anni del XIX secolo (è straordinario ritrovare le “nostre” strade di oggi com’erano nell’800, tra enormi spazi verdi e infiniti canali!). La visita è resa ulteriormente interessante dall’esposizione nelle varie sale del patrimonio tessile delle Raccolte Storiche d'Arti Applicate consistente in collezioni di abiti, accessori e uniformi. Vi stupirete di quanto fossero “piccoli” i nostri avi!
Non può non lasciarci sbalorditi che questa splendida visita sia completamente gratuita, quando all’estero ben sappiamo che per vedere 2 quadretti fanno pagare cifre da capogiro!
Sperando che in tanti si rendano conto di quanto sia importante preservare tutta questa bellezza e storia vi segnaliamo oltre alla visita, che è davvero un bel modo per assaporare il nostro passato cittadino,  anche il cubo trasparente all’uscita per le libere offerte.
Date voi un prezzo a questo giro nella Milano di una tempo.

Angelica e Fabio

mercoledì 2 ottobre 2013

Pavia presenta Monet

Ogni tanto cambiare aria e fare una gita fuori Milano ci vuole. Soprattutto quando le giornate sono così bigie e assale la voglia di passare l’intero weekend sul divano! Allora bisogna reagire e fare qualcosa! Per esempio fare una bella passeggiata a Pavia (40 min. da Milano.. se avete fortuna col traffico) e approfittarne per conoscere meglio l’uomo Monet in mostra alle Scuderie del Castello Visconteo.
Dico uomo e non pittore perché l’approccio della mostra punta più ad approfondire la vita e i perché di Monet, più che soffermarsi sulla tecnica pittorica. Un modo questo di accostarsi agli artisti e mostrarne le opere nuovo che però sta diventando già “tendenza”.
Bisogna dimenticare le vecchie mostre dove si vedeva vagare la gente senza meta che passava tra le sale alla velocità della luce e invece predisporsi ad un viaggio guidato, che avvicina ad autori e opere con semplicità, per gradi e non necessariamente attraverso i quadri.
Nel caso della mostra “Monet au coeur de la vie” ci si accosta a Monet attraverso 6 personaggi a lui vicini che rispondono alle sue lettere (presentate nella mostra dentro teche di vetro) con monologhi in video della durata di 6 min ciascuno. Così procedendo nella visita si ascoltano tra gli altri il padre di Monet e le due mogli che parlano di lui, del suo essere pittore, di ciò che lo anima e che si riflette nelle sue opere che noi tanto ammiriamo.
Se ancora non siete immersi nel mondo di Monet ci pensano i profumi ad aiutarvi: in ogni sala dei diffusori spandono in giro un determinato profumo che chiama la situazione di cui si sta parlando. Fiori per la sala dedicata a Giverny (la casa giardino di Monet), salmastro per rievocare le prime pitture en plein air con il pittore Boudin e così via. Non vi svelo altro. Non aspettatevi le “solite” ninfee di Monet, ma lasciatevi stupire ancora una volta dalla sua maestria nel fotografare la luce sull’ acqua.
Su una parete è riportata una frase di Pissarro che riferendosi a Monet lo paragona a un paio di occhi sensibilissimi e mai definizione fu più azzeccata secondo me, perché trovandosi di fronte ad una qualsiasi sua opera non ci si può non strabiliare per come Monet riesca a percepire la luce e catturarla sulla tela.
Buona passeggiata e salutate Monsieur Monet da parte mia!

Angelica

giovedì 28 febbraio 2013

Wild wild west


Decisamente il fascino della frontiera è tornato! Basta far caso al successo di una recente catena di ristoranti a tema, con tanto di pubblicità in costume. Altro segno del trend è il rinnovato entusiasmo del cinema per la tematica (riveduta e approfondita) cowboy e indiani, dall'horror visionario "Abraham Libcoln: the vampire hunter", all'omaggio pulp di Tarantino "Django". E se perfino Mr. Spielberg dedica il suo genio a questo periodo col suo "Lincoln" vuol dire che è proprio tempo di tirar fuori dall'armadio stivali e camicia a quadrettoni!
E Milano come risponde a questa western mania? Con una bella esposizione fotografica. A cura di Alessadro Perna, nella Casa di vetro (dietro la zona in costruzione di Porta Vittoria),"WILD WEST 1861-1912: l'America dei pionieri", 55 riproduzioni fotografiche tratte dagli Archivi Nazionali americani che fanno viaggiare nel tempo chi guarda, mostrando tutto l'incanto e l'orrore di un mondo, non così lontano, che ha plasmato il nostro di oggi.
...Bang bang, my baby shot me down...
Angelica

giovedì 31 maggio 2012

Milano in bella mostra


"Milano è una città in attesa:oscilla tra sparse tracce di memoria e inaspettate proiezioni future." Questa la frase più illuminata e illuminante dell'introduzione alla mostra di fotografia (gratuita) adesso allo Spazio Oberdan fino al 10 giugno. "Ieri oggi Milano" 170 fotografie di 28 artisti che raccontano la nostra città dal secondo dopoguerra ad oggi. Visioni più o meno concettuali di architetture tra cui svetta, come giusto che sia, mi sento orgogliosa di dire, il nostro meraviglioso Duomo, catturato nelle diverse epoche e dalle più disparate prospettive. Sculture candide all'inizio del novecento (la foto più antica di tutta la mostra è del 1910) e "sporcate" negli anni '60, guglie che gareggiano in altezza con la Torre Velasca e si stagliano poi contro le Alpi nelle giornate terse. Curiosamente l'altro oggetto di attenzione degli artisti risulta essere l'opposto architettonico del Duomo: le nostre tristi periferie. Forse perché luoghi principi del cambiamento cittadino in un'ottica temporale di città in divenire, ma non per questo meno tristi allo sguardo del visitatore che però può "consolarsi" con altri scatti. Interessante per esempio la serie sulle piante che crescono selvatiche lungo i marciapiedi, o la carrellata di ritratti di personalità note degli anni 80. Un'emozione fortissima scaturisce dalla sezione dedicata alla Milano bombardata dalla Guerra in cui luoghi riconducibili a quelli odierni sono devastati dalle esplosioni e popolati da volti ancora più devastati degli edifici. 
Il mio consiglio per godere ancora di più questa mostra è visitarla con i propri genitori, cosa che io ho fatto, così da vedere le immagini con gli occhi di due generazioni diverse e potersi ritrovare a metà strada in qualche luogo della memoria. 
Un bacio enorme al mio papà e alla mia mamma!
Ah! Ultima nota: aria condizionata killer! Portatevi un golf di rincalzo!
Angelica

lunedì 13 febbraio 2012

PIXAR...altro che cartoni animati!


Cosa fare in una "fresca" domenica pomeriggio milanese? Niente di meglio che dedicarsi un po’ alla cultura, soprattutto se c’è una mostra al PAC che abbiamo in mente di vedere da più di un mese e che ormai è alle battute finali… ebbene sì, parliamo di “PIXAR, 25 anni di animazione”!
Avendo scoperto che gli orari erano stati modificati per le ultime giornate (domani è l’ultimo giorno), ce la siamo presa comoda, siamo usciti verso le 19.00 e sfruttando l’ottimo servizio Bikemi siamo giunti a destinazione senza dover neanche pensare al parcheggio. Avvicinandoci all’entrata abbiamo però trovato la prima sorpresa… Non eravamo i soli! Una bella coda si dipanava dall’ingresso del padiglione fino all’angolo successivo, quasi come ai musei più quotati d’oltralpe (avete mai provato a fare un giro a Parigi al Museo d’Orsay? Noi sì… l’ultima volta ci siamo arresi e non siamo potuti entrare…).
Armati di pazienza e ben coperti, abbiamo atteso il nostro turno e siamo giunti fino alle porte d’accesso, dove una gentile addetta, vedendo che consultavamo un pezzo di carta, ci ha chiesto come mai avessimo fatto la coda se avevamo preso il biglietto online… Fortunatamente per le nostre coronarie, non era un bliglietto online, ma un semplice foglio di carta che stavamo consultando per altri motivi…
Ne consegue il primo consiglio… COMPRATE IL BIGLIETTO ONLINE… vi eviterete la coda e potrete entrare subito al caldo (relativo… ma sempre meglio che star fuori).
La mostra in sé è davvero molto carina, sono eccezionali i Color Script (tavole a grafica semplificata e con colori caricati a sottolineare le fasi emozionali dello storyboard) e fanno davvero riflettere sulla complessità dei progetti i molti schizzi e disegni preparatori realizzati per ogni fase della produzione.
Il secondo consiglio di giornata è quello di NON seguire il biscione di persone che si forma all’ingresso, ma di prendervi tutto il tempo per farvi catturare dal film che vi è piaciuto di più, vagare nelle fantastiche ambientazioni realizzate da Pixar e sognare assieme ai magnifici personaggi …
È molto interessante osservare l’evoluzione di questi ultimi nelle diverse fasi della lavorazione, come cambino i visi e le forme, fino a giungere alle fisionomie a noi note, dopo molti tentativi e variazioni!
Grazie all’entusiasmo che questi capolavori (guai a chi li considera solo per bambini!!!) suscitano nell’osservatore, si riesce a non pensare all’unico peccato della mostra: il negozio associato è molto deludente… peccato! Il merchandising della Pixar di certo non è di basso livello, ma al PAC non ne hanno approfittato… 
Conclusione: andateci, correteci, volateci, la mostra vale davvero il prezzo del biglietto! Compratelo online e salterete anche la coda!
Fabio