In che senso rock? È il modo in cui Quelli diGrock hanno rivisitato quest’opera senza tempo. Eh sì: ieri TEATRO.
Lo dico sempre, ogni tanto ci vuole. Più impegnativo del
cinema o della tv sicuramente, ma proprio per questo il teatro regala una vera
e propria esperienza, non la semplice visione di un intrattenimento.
Ma veniamo allo spettacolo in questione, Il Barbiere di
Siviglia. Di solito al solo titolo tutti iniziano a canticchiare “largo al
factotum della città” e anche gli attori non ci hanno deluso, così infatti
comincia la rappresentazione, ma inaspettatamente non è questa l’aria che fa da
leitmotiv allo spettacolo, bensì la meno conosciuta “se il mio nome saper voi
bramate” (per i profani, il momento in cui il Conte d’Almaviva si presenta come
Lindoro e dichiara il suo amore a Rosina).
Non fatevi ingannare però, Quelli di Grock non portano sul
palcoscenico né un rifacimento lirico né un musical moderno, non è la musica la
protagonista, piuttosto lo è la recitazione a tutto tondo ormai marchio di
fabbrica di questa compagnia teatrale, che punta molto su mimica,
vocalizzazione e grande dinamicità di movimenti. Non c’è mai un vuoto sulla
scena, che sia la voce di un attore illuminato da una quinta, un “balletto” corale
(complimenti per l’agilità, decisamente questi giovani attori non hanno bisogno
della palestra) o un abito sgargiante che svolazza disperatamente. Tutto lo
spazio del palcoscenico viene sempre occupato da una forte e vivida
interpretazione.
Anche con questo spettacolo, come con altri in passato, la
compagnia gioca sui ruoli multipli. Gli attori si passano abiti e personaggi
direttamente sulla scena. Escamotage questo senza dubbio valido per consentire al
pubblico di conoscere diversi Figaro e Bartolo e Rosina, ma probabilmente un po’
frastornante per chi non conosce bene Il Barbiere. I bellissimi costumi aiutano
comunque a riconoscere subito i vari personaggi perché colori e forme sono ben
caratterizzati. Quindi niente panico!
Il giudizio complessivo non può che essere positivo, anche perché
non si resiste alla passione che traspare da questi giovani sul palco, ormai
eredi conclamati della vecchia guardia di Quelli di Grock, compagnia che per
inciso quest’anno compie 40 anni.
Auguri dunque e … facciamo largo ai nuovi factotum della
città!
Angelica
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